Anche a Grosseto l'informatica con Linux e l' Open Source è ottima per fare affari
Ormai il software Open source e GNU / Linux sono di fondamentale importanza per l'informatica di un crescente numero di aziende,
amministrazioni pubbliche, e pure liberi professionisti, commercianti, etc. Anche in Maremma a Grosseto esiste uno
specialista che può occuparsene per voi, e farvi usare l'informatica libera con profitto, senza costi aggiuntivi.
SmartMedia 2000 è la ditta informatica di Grosseto che vi fa beneficiare di tutti i vantaggi che Linux e l' Open
source vi possono dare. Affidabilità, competenza, competitività e una lunga esperienza sul campo
per consulenza informatica e fornitura di tutte le soluzioni di cui avete bisogno: stabili, sicure, senza costi di
licenza e nessuna dipendenza dal fornitore.
Il copyleft, un modo differente di rivendicare i diritti sulle proprio creazioni, non è solo presente in informatica, nel software e anche nell’hardware, ma come ci insegnano le licenze tipo Creative Commons, è applicabile a una vasta gamma di opere dell’ingegno: libri, disegni, musica…
Sorprende certamente molto di più quando ce lo troviamo di fronte in uno dei settori da sempre più conservativo e protettivo dei propri sforzi intellettuali e di ricerca, come quella farmaceutico. Accade in Italia, alla Guna S.p.a.
Questa più che una notizia fresca è un colpo di grancassa per rendere nota una realtà che a mio parere non lo è abbastanza.
Già da un paio d’anni è entrato in funzione nelle casse (inizialmente 1000) di un attore della grande distribuzione (Gdo), cioè Conad del Tirreno, il primo software rispondente alle specifiche UE. Chiamato “I cavalieri del Tau”, permette di pagare oltre che la spesa, anche bollette e altri servizi comunali.
Grazie alla OIN (Open Invention Network), formata da aziende rivali di Microsoft e grandi utilizzatrici di GNU/Linux (citiamo solo Ibm e Red Hat), 22 brevetti stanno per essere portati in pochi mesi dalla casa di Redmpnd alla comunità del software libero, perché ne benefici Linux e i suoi utenti per quanto riguarda la protezione da essi.
La transazione in realtà non è così diretta, visto che c’è un intermediario in Allied Security Trust, formata da giganti come Hp, Google, Verizon e altri. che ha comprato a un’asta privata i brevetti che sono stati presentati come riguardanti Linux stesso. Adesso essi passeranno di mano verso la OIN, e quindi saranno donati alla comunità FLOSS.
Punto Informatico ha appena pubblicato una lettera aperta dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione rivolta ai presidenti dei gruppi del senato, in occasione della prossima votazione del maxi-emendamento di cui abbiamo apralto quanche giorno fa, che se approvato stravolgerebbe la natura e la struttura stessa della rete in Italia, fatta di web 2.0, inforamizone e opinioni.
Leggerla aiuta a capire meglio molte cose e il perchè della protesta che sta montando in rete.
Ecco anche qui il testo, nella speranza che venga ascoltato da chi di dovere!
Un amico ci ha segnalato questo video, interessante in quanto da un lato mostra l’attenzione crescente verso certe tematiche, e dall’altro per quello che dice al minuto 2.40…
Che motivo c’è per scrivere un articolo su un argomento che non interessa a nessuno? Curiosità? Farsi due risate? Schiarirsi la vista sugli eventi? O anche consegnare ai motori di ricerca un altro commento su eventi che dovrebbero essere in bella vista?…
Chi lo sa, fatto sta che è passato un anno e non basta il tempo di uscita, non bastano pacchetti di servizio, non c’è niente da fare questa vista rimane avvolta nella nebbia e non si riesce a vendere.
Ma come? Non è accattivante? Non è spettacolare? Non è “migliore”?…
Mi sento un po’ come Gabanelli di Report che da la “good news”, e anche se la notizia non è così fresca, l’argomento è sempre di grande attualità e continuo interesse, per tutti quanti.
Questa che citerò è una voce in più, importante, che si aggiunge al coro del “si-può-fare”, e ci dobbiamo battere e ribattere sopra nella speranza che da un caso isolato diventi una pratica comune, cosicché forse sarà la parte in causa stessa che cambierà atteggiamento nei confronti di tutti.
Cosa voglio dire? Che farsi rimborsare il sistema operativo acquistato “per forza” assieme a un portatile è possibile, anzi, è solo questione di avere pazienza nel portare avanti il procedimento. Se lo facessero in tanti, la musica cambierebbe e probabilmente diventerebbe la norma.
Ma vediamo da dove parte il nostro discorso.
A tre giorni dalla sua uscita, finalmente ho scaricato la versione “live i686” di Fedora 8, l’ultima fatica della omonima comunità che da qualche anno sviluppa la vecchia distribuzione “Redhat” e la rende liberamente scaricabile in binario per tutti; ricordiamo che dalla 7 non è più solo “core” avendo fuso due repositori di programmi importanti.
C’è sempre molta attesa ogni volta che esce una nuova Fedora, perché questa è tra le più grandi in termini di sviluppo e comunità, storica distribuzione di GNU/Linux, soprattutto adesso che Linux è diventato così popolare e sta conquistando la curiosità e gli hard disc non solo di ditte ed enti con esperti informatici, ma anche degli utenti di personal computer che cercano un nuovo modo di fare Informatica, ripulito da virus e insicurezze di rete.