Linux 3.0, l’evoluzione continua

In un mondo informatico che al giorno d’oggi va avanti a numeri interi (pensate a Windows 7 e poi 8 etc, Mozilla Firefox 4 e poi 5 etc, per non parlare di Photoshop o Autocad), la numerazione evolutiva di finora era rimasta ancorata a vecchi standard a 4 cifre, con le pari rappresentanti stabilità e le dispari test, che se per gli appassionati ha un significato preciso, per un pubblico più vasto rappresenta uno scoglio per la comprensione dei progressi compiuti dal del pinguino.
Probabilmente è questa l’interpretazione più giusta da dare all’arrivo di questo nuovo kernel 3.0, a 20 anni dalla famosa email di Torvalds che diede origine al suo progetto.

Questo pensiero nasce dal fatto che anche se porta diverse novità, tra cui miglioramenti per i chip ARM e le APU AMD, per le reiti wireless e il controllo del traffico, per la virtualizzazione XEN e nuovi filesystem, non si riscontrano in effetti novità tali da giustificare un classico cambio di numerazione.
Ma è anche vero che di kernel 2.0 se ne parlava già 15 anni fa, il 2.6 è stato introdotto 8 anni fa, e tutto sommato quando mai un software vivo e vegeto fa passare così tanti anni per aumentare di numerazione?
Il sistema operativo , animato dal kernel che porta appunto il nome Linux, è qualcosa di completamente diverso non solo da com’era nella versione 2.0 ma anche dalla 2.6, e quindi un bel cambio di numero appare non solo più che meritato ma soprattutto doveroso, per evidenziare la facilità con la quale ormai esso può entrare nei computer di chiunque.
Al contrario di ciò che accadeva diversi anni fa, quando anche solo per istallarlo si richiedeva di leggere un manuale e seguirlo passo passo, oggi chiunque abbia voglia e pazienza può acquistare in edicola una bella versione (scegliendole tra le tante) praticamente auto-installante e montarsela da solo, corredata poi di moltissimo software che nessun altro sistema operativo di base potrà mai offrire e di un supporto hardware che, se a volte deficita per i dispositivi più nuovi appena usciti, è imbattibile per quanto riguarda la compatibilità col passato.

Questa è maturità vera, e quindi ben venga Linux 3.0, che la gente si accorga di lui e che continui a evidenziare così i proprio stupefacenti progressi.
Non è solo la mia opinione, ma GNU/Linux è da quasi tutti i punti di vista più avanzato del sistema operativo di Microsoft, dal tempo di Vista in poi. Tanto è vero che nel nuovissimo mercato degli smartphone non è certo Windows ad avere il predominio, mentre Android sta ormai per raggiungere e superare iOS.

Per concludere segnaliamo che dopo averlo annunciato Linux Torvalds è stato costretto a posticipare di qualche giorno l’uscita, per eseguire ancora qualche test contro dei bug riscontrati, ancora una volta in controtendenza rispetto alla maggior parte dei software dove si tende a far uscire versioni buggate e consapevolmente non perfezionate, contando poi sui successivi via internet. Ma Linux, noi lo sappiamo, è un’altra storia.

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