Ma chi ha paura del brevetto cattivo?

we suck moreE così la Microsoft, nella persona del suo istrionico vicepresidente Ballmer ha parlato e probabilmente sotto effetto di caffeina ha minacciato la comunità GNU/ di ricorrere all’arma legale dei brevetti, per tutelare le loro invenzioni. Ma perché? Cosa c’è dietro? E c’è motivo di preoccuparsi? E’ tutta FUD, in altre parole terrorismo psicologico? Vediamo di rifletterci un po’ assieme.

Partiamo subito dal perché. Ripensiamo un po’ alla vicenda SCO contro IBM di due o tre anni fa, quando la società distributrice di (Sco) Unix si mise in testa di andare in giudizio contro Big Blue affermando che il codice di un pezzo di Linux, system v, era di loro proprietà e quindi si era in presenza di una violazione di copyright.
Certi procedimenti durano anni ma già dal primo grado. anzi già da subito a un occhio un po’ smaliziato sembrò abbastanza evidente che SCO non poteva dimostrare quello che affermava, limitandosi a citare generici “pezzi di codice” senza venire mai veramente al punto. Furono più che altro parole fatte ad arte per sfruttare la paura, il dubbio insinuato tra le imprese che come Autodesk furono denunciate e indotte a pagare una licenza a SCO per poter usare GNU/Linux. Un po’ quello che sta facendo Microsoft adesso, solo che a quel tempo SCO minacciò solo vagamente gli utenti mentre ora Redmond si rivolge esplicitamente a loro.
E non dimentichiamoci che SCO venne finanziata più o meno apertamente da Microsoft proprio per far fronte al colosso IBM.
C’è stato un precedente quindi. Adesso che la causa sembra persa ecco che parte all’attacco direttamente la vera interessata contro i veri bersagli. Potrebbe essere una spiegazione, ma potrebbe esserci dell’altro.

Ma chi sono i veri bersagli? Gli utenti Linux sparsi per il mondo, che magari con una mano continuano a piratare tranquillamente il “gioiellino” Vista (detto anche ME2) quindi figuratevi che paura hanno, oppure le ditte che lo usano con profitto? Le quali potrebbero essere indotte, proprio come Dell, a fare cone Novell e stringere patti di non belligeranza?
Come vedete già qui c’è di che riflettere.

Andiamo avanti: noi poveri utenti, ce ne dobbiamo preoccupare? Cosa sta reclamando Microsoft? Brevetti. Sul codice? Nooo figuratevi: sulle IDEE. E ritorna la vecchia storia dei brevetti software .
Lo sapevate che se usate un’immagine animata per rappresentare con la sua animazione lo svolgersi di un’azione, tipo la copia o lo scaricamento di un file, infrangete un brevetto Ms? Sapevatelo, direbbe Vulvia-Guzzanti. O sapevate che un sito intenret normale infrange dal 20 ai 30 breveti software? È tutto pieno di “mbuti”!…

E per ultimo, quali sono i rischi reali che corrono utenti e aziende? In Europa, Asia, Sud america, praticamente dovunque meno che negli USA non ne corrono NESSUNO, visto che la legislazione attuale non riconosce alcuna validità effettiva. Quindi in Europa, posto dove si sviluppa molti componenti di GNU/Linux, si è tranquilli che nessuno verrà legalmente toccato e anzi esso continuerà a crescere e migliorare.
E negli Stati Uniti? Posto che IBM, che ha grandi interessi in Linux e lo dimostra finanziandone lo sviluppo e varie fonazioni, lasci fare e non reagisca mettendo in campo il suo enorme portafoglio di brevetti, adesso è scesa in campo la Linux Foundation.
Dovete sapere che è ben noto a tutte le aziende oltreoceano che i loro brevetti si intersecano a vicenda e si potrebbero fare delle gran battaglie legali (dal costo di 1-2 milioni di dollari l’una!), ma non lo fanno perché preferiscono tenerli diciamo “di scorta” nel caso di attacco di qualcuno, per rispondere con le stesse armi. Lo ha fatto anche IBM con SCO.
Linux foundation dicevamo che ha offerto protezione legale e spese pagate per chiunque, stingono o azienda, possa venire preso di mira da Ms; in più ha ricordato che è noto che ogni sistema operativo viola qualche brevetto di altri, e sarebbe pericoloso innescare questo meccanismo.
Considerato che è già da qualche anno che essa è impegnata nella raccolta di informazioni e brevetti per dimostrare in sede giudiziaria la “prior art” cioè che colui che ha registrato il brevetto in realtà non è stato l’inventore, che c’era già qualcuno prima che l’aveva realizzato e per motivi suoi non brevettato. Un po’ come Bill Gates che non è affatto l’inventore il creatore del DOS come tanti credono ma si è solo limitato a commprarlo a poco e rivenderlo a uno sproposito a IBM, che cercava un clone di Unix per i suoi sistemi casalinhi,
Pensate che il sistema statunitense è cosi ASSURDO che c’è chi brevetta apposta idee anche strampalate in attesa che qualcuno le realizzi per farlgi causa e farsi dare un sacco di soldi. Solo per il fatto di averla pensata per primo, e sommariamente descritta. È un bel sistema no?…

Detto e chiarito ciò, non rimane da vedere la prossima mossa di una ditta che è avvezza da anni a seminare panico ingiustificato, la quale finora non ha assolutamente specificato quali siano questi problemi. Si vede che hanno analizzato il codice di Linux! Beh, prendere qualcuno in più per rivedere e correggere quello dei proprio sistemi, forse all’atto pratico era una cosa migliore da fare.

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