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L’ Open Hardware abbatte i costi nello storage

Qualche giorno fa ho ordinato un NAS, cioè un apparecchio fatto allo scopo di offrire grandi quantità di spazio disco in rete, diciamo computer con un mini sistema operativo dentro (tipo FreeNas) che ad esempio può essere montato su Linux e usato come parte integrante del disco. Per 4 Terabyte, ovvero 4 dischi da 1024 Gigabyte, che poi in configurazione Raid5 diventano 3, si spende 720 Euro; salendo di dimensioni il costo però non è proporzionale e aumenta molto. Continua a leggere

Perché usare l’Open Source

Open source vuol dire risparmio sui costi di licenza, nessun vincolo a una marca o un fornitore esclusivo, professionalità garantita dall’alto grado di preparazione, esperienza e competenza.

L’errore più comune che viene fatto quando si sente parlare del software open è pensare che sia meramente “gratuito”, se non addirittura che, siccome non costa nulla, valga poco o niente.
Questa è una visione errata e superficiale, poiché in realtà GNU/Linux e il software libero è privo solo dei costi di licenza (il che comunque non è poco…), e nessuno impone che esso debba essere completamente gratuito, che non si possa usare per lavoro o addirittura farci una professione, e anzi questa cosa viene incoraggiata per creare un sottobosco di consulenti professionisti che possano fornire i più svariati servizi.

Negli Stati Uniti, che sono informaticamente molto più all’avanguardia, questa visione sta cambiando rapidamente e ci si sta rendendo conto delle potenzialità occupazionali… Continua a leggere