Tutti contro la morte della rete italiana!

Ne avevamo parlato qualche giorno fa, la camera ha approvato il decreto anti-intercettazioni che contiene anche una norma che obbliga qualsiasi “sito informatico” a pubblicare rettifiche su richiesta entro 48 ore dalla stessa, a rischio di pesanti multe.

Il rischio è reale, chi vorrebbe vedersi sanzionato per non aver pubblicato un’email in quel poco tempo?
Di sicuro non i gestori di grandi social network, o siti molto frequentati comunità forum etc, che hanno la responsabilità di anche centinaia di migliaia di utenti, e figuratevi se non pioverebbero centinaia o migliaia di richieste di rettifica ogni giorno, a cui dare corso.

Il risultato è che così la rete italiana chiuderebbe, perché nessuno se la sentirebbe di rischiare l’esborso di parecchie migliaia d’euro di multa per una cosa così facile ad avvenire. Bastano due giorni di vacanza ed è fatta.
Probabilmente i pochi coraggiosi che decideranno di resistere, se incolpati dovranno arrivare fino alla corte d’appello europea per veder annullare questa norma in buona sostanza anti-libertà di parola. Come faranno probabilmente i giornalisti che vorranno continuar a informare i cittadini sui processi in corso.
Questo è quello che si prefigura.

Visto che ancora l’articolo “incriminato” non è stato esaminato, possiamo ancora fare qualcosa:
* firmare una lettra aperta che verrà spedita ai capigruppo del senato
* aderire alla giornata di silenzio dell’informazione del 14 luglio prossimo

E soprattutto tenersi aggiornati,e mi pare che Guido Scorza ne sappia abbastanza sull’argomento.

Visto che è in gioco la nostra libertà in rete, FACCIAMOCI SENTIRE!!!!

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