E così vogliono raddoppiare il tempo del copyright…

Come riportato anche dal Corriere della sera.it, l’Unione Europea per iniziativa dell’attuale commissario McCreevy ha in mente di portare l’attuale limite di 50 anni per i diritti sulle opere musicali a ben 95 (novantacinque!…), allineandoci agli Stati uniti, con la motivazione che altrimenti gli artisti non ne possono godere i frutti.
Intanto vi segnalo che contro questo c’è una petizione online da firmare, a cura di Electronic Frontier Foundation e Open Rights Group.

E poi al proposito avrei un’osservazione da fare…

Quanto dura, quanto rende commercialmente un successo, una canzone, un Cd che vende bene e fa diventare ricco e famoso un artista? Un anno, due? Una stagione, due?.., E questo fatto da solo già rende la motivazione addotta paurosamente scricchiolante, visto che è proprio il contrario della realtà che conosciamo…
Certo, se pensiamo a classici intramontabili come quelli die Beatles, Rolling stones, Jimi Henrix, Pink floyd e via dicendo, ci viene da dire che beh, tutto sommato… Elvis è già sul limite dei 50 anni… quindi perché no…

Quello che non pensiamo è che questi sono casi RARISSIMI, pensiamo ai grandi successi, e quanti potranno essere? Qualche centinaio?
E cosa sono numericamente rispetto ai milioni, ai miliardi (probabilmente) di canzoni scritte e incise in 50 anni?…
E per una frazione trascurabile di canzoni, che in quel frattempo (ma molto molto meno lo sappiamo tutti!) ha già reso ricco e straricco un artista, si chiudono nel cassetto miliardi di canzoni, che possono non piacere a tutti, non essere grandi, ma sono comunque patrimonio culturale dell’uomo, come prodotto dell’ingegno umano.
Sono cultura.
Direte voi, e che senso ha confrontare tutte le canzoni con queste poche?
Lo sapete che una casa discografica, che non è certo l’associazione di volontariato, stampa e produce solo se ha un ritorno. Per ogni Cd di successo che viene ristampato ce ne sono tantissimi che invece non lo sono, e rimangono lì sepolti, perché ci sono comunque i diritti sopra e nessuno li può dare via, scambiare, far conoscere, apprezzare.
Pensate a tutte le produzioni di nicchia e non in ambito nazionale, che magari troverebbero appassionati in tutto il mondo se fatte girare, ma vengono distribuite una volta e solo nel paese d’origine. Vi assicuro che ce ne sono tante, di queste realtà; chi segua il progressive, ad esempio, lo sa.

Portare il copyright da 50 a 95 anni vuol dire condannare all’oblio un immenso patrimonio culturale, per in sostanza il guadagno di pochissimi.
Eh sì, lo sappiamo noi come lo sanno loro: certe cose servono solo a tutelare gli interessi delle case discografiche padrone dei diritti (e non degli artisti che sono sotto contratto e che prendono solo gli spiccioli dai loro lavori), che continuano a guadagnare da pochi Cd l’anno e si disinteressano di tutto ciò che non è profitto, cioè il 99,9% del resto delle produzioni.
E ora in Europa vogliono accostarci al paese dei brevetti sul software, tra l’altro tanto faticosamente rigettati qualche anno fa.

Io non sono un pirata, non scarico, ma ho a cuore la cultura, amo le cose libere e non sopporto quando la si vuole rinchiudere, richiamandosi a principi di giustezza, che nasconodono poi interessi economici.
Per una canzone, 50 anni non bastano?… Il dettato di una vecchia concezione, in un mondo consumista che divora tutto a velocità folle, viene ritoccato in peggio?…
Facciamoci un favore, cerchiamo di farci sentire e firmiamo la petizione, anche se non ha valore mandatorio perlomeno chi di dovere saprà che li guardiamo e che non ci stiamo…

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